L'Ancoretta
L'ANCORETTA LUXURY WATCH

Molto più che orologiai.

L'Ancoretta - Luxury Watch
L'Ancoretta Orologi

Novità

  • Un secondo in più che vuoi che sia?
    31.12.2016
    Tra il 31 dicembre 2016 e il primo gennaio 2017 avremo un secondo in più. Tutti gli orologi del mondo faranno una piccola pausa, o meglio batteranno un secondo virtuale. In pratica, allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre sul Meridiano Zero dell’Osservatorio di Greenwich (Londra), quando il Tempo Universale che fa da riferimento all’intero pianeta segnerà le h 23 : 59’ : 59”, la lancetta passerà alle h 23 : 59’ 60” prima che si possa dire, alle h 00 : 00’ 01”, che è iniziato il 2017. L’anno bisestile che sta per andare in archivio sarà dunque uno dei più lunghi: al giorno in più del 29 febbraio si aggiunge anche questo secondo, poco più di un battito del cuore – se non soffrite di tachicardia.

    Il secondo aggiunto, detto intercalare, è stato deciso nel luglio scorso dal Servizio Internazionale Rotazione della Terra e Sistemi di Riferimento per mettere d’accordo il tempo scandito in modo approssimativo dalla rotazione terrestre) con il tempo precisissimo segnato dagli orologi atomici, che invece impiegano milioni di anni per accumulare un secondo di scarto. In definitiva, l’ultimo minuto del 2016 durerà 61 secondi anziché i soliti 60.

    Per convenzione il giorno, cioè il tempo impiegato dalla Terra a completare un giro su se stessa, dura 86.400 secondi esatti ma in realtà circa ogni 18 messi si accumula un secondo di ritardo. Il disaccordo tra il tempo della rotazione terrestre, detto “astronomico”, e il tempo atomico viene quindi periodicamente corretto. La rotazione della Terra in complesso tende a rallentare in quanto gli attriti delle maree e altri fenomeni sottraggono quantità di moto. Ciò però avviene ad un ritmo irregolare, con accelerazioni e rallentamenti stagionali dovuti a spostamenti di masse nell’interno del pianeta, nelle acque oceaniche e nell’atmosfera, come si vede chiaramente nel grafico, che riporta le variazioni dalla primavera del 1979 alla primavera del 2012. Dal 2006 al 2016 il giorno astronomico è diventato più lungo di 0,011 secondi.

    E’ proprio necessario spaccare il milionesimo o addirittura il miliardesimo di secondo come si fa oggi? La risposta è sì. La sincronizzazione delle reti di distribuzione elettrica, dei computer collegati via Internet, dei satelliti di navigazione e di molti altri servizi di utilità quotidiana avviene con orologi atomici. Il tempo astronomico in questo concerto perfetto si comporta come una nota dissonante. Inserire il secondo aggiuntivo comporta infatti la regolazione di tutti i sistemi e i servizi che utilizzano il tempo atomico. Per questo la maggior parte della comunità scientifica e civile sarebbe favorevole all’abolizione del tempo astronomico. Ma non tutti gli astronomi, specie quelli di Greenwich e del Naval Observatory statunitense, sono d’accordo. Nel corso di decine di millenni, infatti, si arriverebbe ad avere il Sole in orario notturno e viceversa. Una proposta di mediazione ragionevole potrebbe essere quella di fare la sincronizzazione solo quando la discrepanza diventa sensibile: per esempio di 10 minuti, cioè circa ogni 400 anni.

    Il mezzo minuto di differenza fu raggiunto vent’anni fa: dal 1958, esordirono gli orologi atomici, al 1996, la rotazione della Terra ha perso esattamente mezzo minuto da quando l’uomo, inventando gli orologi atomici, è diventato più preciso della natura. Il trentesimo secondo venne conteggiato tra la fine del 1995 e l’inizio del 1996. Da allora sei volte gli orologi si sono fermati per un secondo, la prossima sarà la settima.

    Poiché il meridiano di Greenwich rimane la linea di riferimento del Tempo Universale, ultimo residuo dell’impero di Sua Maestà, in Italia, che si trova avanti di un fuso orario, il secondo verrà aggiunto il 1° gennaio 2017 a 0 ore, 59 minuti e 59 secondi. Da noi, quindi, nessun ritardo per i tappi dello champagne. Si tratta comunque di una inezia rispetto all’errore della RAI, che fece iniziare il 2016 con 40 secondi di anticipo. Quest’anno potrebbe andare anche peggio, perché da pochi giorni è stato abolito il segnale orario della Rai fornito dall’INRiM, l’istituto nazionale di metrologia situato in Strada delle Caccie a Torino. Chissà perché, anche questo piccolo vanto nazionale della prima capitale d’Italia è andato perduto. Comunque, da Torino, sarà sempre l’INRiM a mettere al passo il servizio orario del nostro Paese per conto dell’Earth Rotation Service di Parigi.

    Per millenni il moto della Terra è stato il miglior campione di tempo a nostra disposizione. Da meno di un secolo si è avuta la prova definitiva, orologi alla mano, che invece gli attriti dovuti alle maree esercitate dall’attrazione gravitazionale della Luna (e in misura minore del Sole) stanno frenando la rotazione del pianeta.
    Per spiegare l’origine del secondo in più che verrà concesso alla nostra vita (ma il destino non fa regali: ce lo sottrarrà a tempo debito) bisogna ricordare che oggi sono in uso tre scale di tempo: il «tempo universale astronomico», determinato in base alla rotazione della Terra rispetto alle stelle; il «tempo universale coordinato», che rispetto al tempo astronomico ha un margine di oscillazione in più o in meno di 9 decimi di secondo; e il «tempo atomico», scandito dagli orologi al cesio 133, e più esattamente dalla media dei migliori orologi atomici campione sparsi nel mondo.

    I primi orologi al cesio risalgono al 1955, quando già si sapeva del ritardo della Terra, messo in evidenza dalla ricostruzione di fenomeni astronomici dell’antichità e poi anche dai migliori orologi piezoelettrici al quarzo. Qualche anno dopo gli scienziati trassero le conseguenze del fatto di aver creato orologi nettamente migliori della natura. E nacque la scala del «tempo atomico». D’altra parte però la maggior parte delle attività umane non può scostarsi dal tempo astronomico scandito dalla Terra: di qui la necessità del periodico adeguamento. I migliori orologi atomici oggi disponibili scartano di un secondo ogni 10 milioni di anni. Presto, passando agli orologi ottici, si potrà raggiungere una precisione un miliardo di volte migliore. La vecchia Terra ci apparirà sempre più scassata. Come una clessidra rispetto all’orologio che abbiamo al polso.  

    Fonte: LaStampa.it